Veduta di Setri Levante
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I fondi catastali

La particolare natura del materiale catastale, che da un lato permette il reimpiego da parte di uffici e amministrazioni successive, dall'altro può portare all'estrazione al fine di costituire collezioni cartografiche, determina una situazione complessa per quanto concerne la ricostruzione dei fondi originari e il ripristino del vincolo archivistico.

Il caso del catasto di epoca napoleonica conservato nell'Archivio di Stato di Genova è emblematico: la maggior parte della documentazione è confluita nella Raccolta di mappe e tipi, seguendo in parte le vicende di quest'ultima e subendo l'ordinamento ottocentesco per località o, peggio, per microtoponimi; una parte minore è stata inglobata e riutilizzata nell'attività di istituzioni successive (nella fattispecie, l'Intendenza generale di finanza, l'Ufficio tecnico erariale e l'Agenzia del territorio) che l'hanno versata in Archivio di Stato in momenti diversi costituendo un fondo Catasti. Anche i registri catastali, matrici (elenchi alfabetici dei proprietari con rinvio ai mappali) e tavole censuarie (elenchi alfabetici dei proprietari con indicazione degli imponibili), cui le carte sono collegate, si conservano in fondi differenti, trovandosi parte nel fondo Catasti e parte nel fondo Préfecture du Département de Gênes, comunemente denominato Prefettura francese.

Il riordino del materiale cartografico è stato condotto ricostruendo e rispecchiando la suddivisione amministrativa del territorio genovese nell'epoca storica considerata: pertanto le carte sono state ordinate sulla base della ripartizione territoriale in dipartimenti, circoscrizioni, cantoni e comuni operata dall'amministrazione napoleonica (1805-1814). Le carte ammontano a 992 e si riferiscono a un vasto territorio, comprendente il Dipartimento di Genova e il Dipartimento degli Appennini. Il materiale si presenta sotto forma di mappe sciolte o raccolte in atlanti; si conservano originali, minute, disegni preparatori, abbozzi, calchi su velina.

I Comuni rappresentati sono:

  • Dipartimento di Genova: San Francesco d'Albaro, San Martino d'Albaro, Montoggio, Bavari, Borzoli, Cornigliano, Multedo, Sestri Ponente, San Giovanni Battista di Sestri, Bargagli, Rosso, Molassana, Staglieno, San Siro di Struppa, Godiasco.
  • Dipartimento degli Appennini: Carasco, Chiavari, San Colombano Certenoli, San Rufino di Leivi, Cogorno, Lavagna, Ne, Casarza Ligure, Castiglione Chiavarese, Moneglia, Sestri Levante, Borgo Val di Taro, Valdena, Valmozzola, Bedonia, Compiano, Tornolo, Ameglia, Lerici, Trebiano, Sarzana, Castelnuovo Magra, Ortonovo, Santo Stefano di Magra, Fosdinovo, Bolano.

Le mappe e i disegni del Genio civile

Il Corpo reale del Genio civile ha origine, in età preunitaria, per l'esecuzione dei lavori pubblici.

Nel 1815 nel Regno di Sardegna, sotto Vittorio Emanuele I, nasce il primo ente preposto ai servizi pubblici di pace, alle dipendenze del Ministero degli interni. Nel 1859 la competenza passa al Ministero dei lavori pubblici, mentre le attribuzioni si ampliano, fino a comprendere le strade ferrate, le acque pubbliche, le opere di difesa e di navigazione, la costruzione e manutenzione dei porti, la difesa delle spiagge e degli edifici pubblici, i telegrafi e la direzione delle miniere gestite dallo Stato. Gli uffici del Genio civile si dividono in uffici generali ed uffici speciali. A Genova erano presenti due uffici con competenze specifiche, quello per i fabbricati demaniali ed il Servizio tecnico per i porti, i fari e le spiagge. Il 2 marzo 1930 il Genio civile versò parte dei propri fondi all'Archivio di Stato di Genova, dopo le operazioni di scarto effettuate l'anno precedente. Gran parte della documentazione, purtroppo, fu infatti condotta al macero.

Il fondo del Genio civile, schedato nel corso del progetto, consiste di 767 carte, in stato di conservazione critico, che non erano mai state sottoposte ad alcun intervento, salvo il parziale condizionamento in busta. A queste si aggiungono una ventina di carte la cui condizione è talmente precaria da averne impedito la schedatura.

Tutte le pratiche a cui i documenti cartografici erano riferiti sono andate, come detto, distrutte, rendendo complesso il compito di identificazione e riordino del fondo, che è gravemente lacunoso. In assenza di materiale di corredo e di tracce di ordinamenti precedenti, esso è stato condotto per ufficio produttore e, ove impossibile, per oggetto.

La maggior parte delle carte risale al XIX secolo e sono frutto dell'attività di un ufficio specifico, l'Ufficio centrale, Servizio tecnico per i porti le spiagge e i fari, che aveva sede a Genova ma esercitava una competenza territoriale più estesa rispetto ai confini provinciali (come testimonia la documentazione relativa al porto di Napoli ed a vari porti della Sardegna). All'interno delle carte prodotte dall'Ufficio è corposa la documentazione relativa ai lavori di ampliamento e sistemazione del porto di Genova, intrapresi tra il 1877 ed il 1888 grazie alla generosa donazione del duca di Galliera; di minore entità, ma di rilevante interesse, vista la scarsità di fonti, sono le carte relative a progetti dei precedenti interventi.

Un nucleo di 19 carte è stato attribuito al Consorzio autonomo del porto. Si tratta infatti di riproduzioni di dettagli della veduta di Genova del Grassi, prodotte nel 1953 per celebrare il cinquantenario dell'ente, che aveva nel tempo rilevato alcune attribuzioni e competenze dell'Ufficio centrale, Servizio tecnico per i porti le spiagge e i fari.

Esistono altri nuclei documentari del Genio civile, dislocati presso altre istituzioni. Una parte dell'archivio dell'Ufficio centrale, Servizio tecnico per i porti le spiagge e i fari si salvò dal macero perché nel 1914 fu consegnata al Consorzio autonomo del porto (dove è conservato attualmente, v. Consorzio autonomo del porto di Genova, L'Archivio storico, a cura di D. Cabona, Genova 1988). L'archivio dell'Ufficio provinciale del Genio civile per il XX secolo è attualmente conservato presso la Regione Liguria (che ne ha acquisito le competenze in seguito al D.P.R. 8/1972), dove, dal 2005, è oggetto di un lavoro di riordino e schedatura ormai prossimo alla conclusione.

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